medicando l'impossibile

succede davvero quando l'oppioide è legale

mercoledì, 26 aprile 2006

Questo blog si è definitivamente trasferito qui (e anche un po' qui).

Postato da: tury a 15:23 | link | commenti

lunedì, 13 giugno 2005

Tutte le persone sono dei pozzi di storie, vite, racconti, sapienza, esperienze.

Alcune persone però sono più pozze di altre.

Postato da: tury a 19:00 | link | commenti (5)

domenica, 03 aprile 2005

Cascade, quello che mi viene da dire è

auguri

e più o meno basta, che come sappiamo questo è un blog dove le parole costano, quindi io le risparmio.

Postato da: tury a 14:08 | link | commenti (3)

lunedì, 14 febbraio 2005

Ma mica dovevano tirargliene uno, di quei cavalletti.

Dovevano tirargliene una mandria galoppante, come minimo.

Ho appena visto che esiste un blog di uno che si chiama antikomunista. Andate e rendetevi conto... 

Postato da: tury a 23:57 | link | commenti

domenica, 23 gennaio 2005

A me, semplicemente, scrivere sul blog non mi piace (lo so, lo so che a me mi non si dice, ma così distanziato neanche si capisce).

E quindi credo che finirà qui. Lascio spazio a quelli più bravi (quelli che leggete nella lista dei link).

Ciao a tutti.  

Postato da: tury a 09:16 | link | commenti

lunedì, 20 dicembre 2004

Il mio mito è Johnny Palomba.

epporcazzozza

F.

Postato da: tury a 15:02 | link | commenti (3)

domenica, 05 dicembre 2004

Mia nonna dice anche Morbo di Alzh... come se il dire la parola Alzheimer fosse peccato.Però dice anche Scotss... per dire Scottex e Amburgo per Hamburger. Quindi forse è solo un modo per fare prima. E se uno fa prima, si sa, riesce a dire più cose.

Mia nonna forse è una scienziata della comunicazione. Sono io che non capisco, a volte.

Postato da: tury a 14:28 | link | commenti (8)

domenica, 28 novembre 2004

Spiegare l’entropia è facile, ma i professori nei licei non ci riescono. Perché cominciano a sparare formule sulla quantità di energia inutilizzabile che si trasforma in calore (e perché non si può utilizzare il calore? Boh…) e il disordine del mondo aumenta ogni volta che si fa ordine… E quindi dell’entropia rimane l’idea del fatto che i termosifoni, che liberano calore (se funzionano), aumentano anche il disordine dell’universo. E’ chiaro?

No.

Allora, l’entropia è molto più semplice da spiegare. L’entropia è il motivo per cui, se tu tenti di riordinare l’universo, stai sbagliando, perché in realtà ogni tuo tentativo di mettere le cose a posto è in realtà un grande casino.

Esempio. Io ho un ciocco di legno.

L’entropia è, diciamo, zero.

Io però voglio fare una statuina di legno, che sicuramente sembra molto più graziosa e ordinata del ciocco in sé. Quindi mi metto lì e comincio a scolpire il ciocco. Comincio a fare segatura. Comincio a sporcare per terra. Comincio a sudare e a sporcarmi i vestiti. Comincio a stancarmi, a dormire poco. Comincio a rovinarmi le mani. Comincio a respirare polvere di legno e mi comincia a venire una pneumoconiosi.

E siamo solo all’inizio. Ecco, per mettere ordine in un ciocco di legno ho combinato un casino. Ho aumentato l’entropia. Quindi, meglio riposarsi. Quello che sembra andare a rotoli, in realtà sta procedendo verso un ordine incomprensibile, ma meno incasinato dell’ordine che avremmo se ci mettessimo mano. Meglio riposarsi, sicuramente.

Postato da: tury a 19:08 | link | commenti (2)

domenica, 07 novembre 2004

Mia nonna ancora dice "negra", con la "g". E sarà impossibile, ormai, farle cambiare idea.

Postato da: tury a 13:26 | link | commenti (2)

lunedì, 04 ottobre 2004

Nuotare a stile libero con la testa fuori dall'acqua è qualcosa di veramente pesante. Talmente pesante che io stasera, ad un certo punto, rimasto senza fiato, ho infilato la testa sott'acqua per respirare.

Postato da: tury a 22:38 | link | commenti (1)

sabato, 02 ottobre 2004

Dal libro di Oftalmologia, autore Massimo G. Bucci, ordinario di chirurgia oculistica presso L'università degli Studi di Tor Vergata:

"L'incidenza della cecità per cataratta è calcolata tra il 15% e il 20% delle persone non vedenti nei paesi sviluppati, mentre è considerevolmente più alta nei paesi in via di sviluppo dove le possibilità di estrazione chirurgica della cataratta sono ridotte per problemi tecnico-organizzativi."

Problemi tecnico-organizzativi?!? ridurre i problemi del terzo mondo a due parole, tecnico-organizzativi, madonna mia...

Postato da: tury a 12:30 | link | commenti

venerdì, 01 ottobre 2004

Tema: Le Mutande Delle Donne e L'Autostima.

La mutanda della donna è spesso considerata essere un attrazione visiva-non visiva (il famoso vedo-non vedo) atta a completare talune fantasie erotiche maschili.
In realtà la valutazione dell'intimo femminile va affrontata su piani sensoriali differenti o, perlomeno, più completi.
La prima valutazione sarà quindi non visiva, ma tattile. Una buona mutanda è generalmente in cotone morbido, o in fibra elasticizzata, con caratteristiche identiche sia nella parte anteriore che in quella posteriore. Sconsigliato vivamente l'uso di mutande costituite anteriormente da scarti di sartoria e posteriormente da rimasugli di conceria, anche perché l'unica mutanda in pelle apprezzabile è quella disegnata dal sole in quell'opera d'arte tipica dell'inizio di settembre riscontrabile sull'80% dei culi giovani, se adeguatamente denudati. La mutanda palpatory-correct è inoltre liscia, mentre assolutamente fastidiosa è la presenza di rilevatezze, asperità del tessuto, fiorellini ricamati, rose ricamate, crisantemi ricamati, toppe, cuciture di buchi, perline, eventuali residui organici consolidati, macchie di sugo, incrostazioni, calcare, stalagtiti, agglomerati di colonie batteriche-parassitarie autogestite e organizzate con criteri architettonici ecocompatibili etc. Una mutanda liscia permette l'escursione piacevole della mano sulle dune posteriori e l'indirizzamento anteriore in galleria. La mutanda deve assecondare le linee del corpo in essa contenute: una mutanda flaccida provoca generalmente altre flaccidità, mentre una mutanda che comprime lascerà segni tattili anche dopo eventuale denudamento, confondendo in tal modo l'esploratore. Subentra a questo punto il secondo tipo di valutazione, che però tratterò in seguito, quella visiva. Mentre ha invece fondamentale importanza la sensibiltà olfattiva nell'apprezzamento dell'oggetto in questione. Diversi tipi di percezioni possono essere classificate in grandi linee in que grandi categorie: sensazioni piacevoli e sensazioni spiacevoli.
Le sensazioni piacevoli, e quindi degne di promozione, vanno dalla mancanza totale di odori alla leggera presenza di profumo. Raffinato risulta riuscire ad ottenere due profumazioni differenti, una per la mutanda, una per quello che c'è dentro.

Punteggi:
mutanda: 2
dentro la mutanda: 3

quindi, risulta che una mutanda inodore con interni deodorati otterrà punteggio 3, mentre un'associazione positiva dei due parametri otterrà il massimo del punteggio. L'associazione negativa comporta invece non solo un calo del desiderio, ma generalmente una crisi nei rapporti.
Un punteggio da 0 a 5 è comunque sempre apprezzato.
Punteggi negativi si associano spesso alle sensazioni palpatorie spiacevoli prima ricordate.

Scarsa importanza, con rischi igienici superiori ai benefici psico-valutativi, riveste invece la degustazione dell'indumento.
Nessuna importanza la valutazione uditiva.

Il disegno della mutanda viene invece valutato a occhio. L'occhio che valuta un mutanda è per definizione "caduto". Infatti sulla mutanda te ce casca l'occhio, generalmente dopo rimbalzo su parti poste ai piani superiori. Un occhio allenato riconosce il tipo di mutanda da ciò che traspare dal pantalone. Un occhio molto allenato riesce ad effettuare la valutazione anche attaverso la gonna. Un occhio come il mio raggiunge qualsiasi meandro, ma certo per raggiungere la capacità della visione per linee circolari ho faticato molto.
Le tre categorie di mutande più in voga attualmente sono rappresentate dallo slip, dal perizoma e dalla coulotte.
Ognuna di queste categorie è poi suddivisa in varie sottoclassi:
slip: dallo slip castigato, spesso debordante superiormente sopra la linea del pantalone, allo slip modello "generalmente ho il perizoma ma oggi ho il ciclo", al modello che tende per naturale aspirazione all'ascesi ad infilarsi tra le chiappe (l'ascesi della mutanda è sempre diventare perizoma);
perizoma: dal modello "credevo fosse una mutanda invece è un perizoma", elastico superiore debordante come sopra ma con beffarda riduzione a fascia interglutea a livello coccigeo, al modello "risparmio", costituito da un unico filo il più fino possibile annodato in tre punti fondamentali, passando per i modelli "perizoma dietro mutanda davanti" ed "emancipazione femminile senza troppi complessi".
Coulotte: bene se trasparenti, maluccio se sportive, altrimenti da evitare assolutamente.

Esistono poi modelli non più in voga, ma da annoverare per amanti delle fantasie più spinte:
modello Eden: foglia di fico davanti-foglia di felce dietro, oppure foglia di banana totalmente avvolgente nella variante più casta;
modello "mutanda de' mì nonna": slip semiflaccido con copertura sovraombelicale;
modello a manica lunga, in voga nelle valli alpine e tra le contadinozze ucraine;
modello "incontinence": trattasi di mutandone senile costruito in materiale assorbente, generalmente di marche note ai più per precedenti infantili (Pampers, Lines), non raggiungono mai un punteggio olfattivo superiore a -3. Lo loro visione provoca impotenza per sette giorni circa.


Poi bisogna concludere il tema parlando dell'autostima.
L'autostima è una cosa tipicamente maschile, di due tipi.
La prima è quella di due uomini che parlano tra loro e uno dice "io ho la yaris" e l'altro risponde "io ho la yaris 1.5 turbo diesel coi faretti antinebbia e lo stereo da 3.000 watt" e l'altro allora muore d'invidia e si compra un'altra macchina usata da 1.000 euro e poi ci spende sopra 4.500 euro di stereo e 3.600 euro per altri accessori.
La seconda autostima è quella che di solito si fa effettuare da un perito che stima il valore dell'auto. Di solito uno la fa quando non ha più stima della propria auto e vuole comprarne un'altra, oppure quando si incappa in uno che ha la tua stessa macchina ma con uno stereo da 3.000 watt e i faretti antinebbia.

Postato da: tury a 09:38 | link | commenti (3)

giovedì, 30 settembre 2004

Dal mio libro di semeiotica medica:

La paranoia si manifesta con un delirio coerente per il quale il paziente ricerca in ogni occasione degli "indizi" che interpreterà in coerenza con il proprio delirio. Data la coerenza del delirio il paranoico può essere scambiato per una persona normale e potrà diventare un capo carismatico e plagiare gli altri. Si tratta per lo più di un delirio di persecuzione, di rivendicazione (donde le innumeri vicende giudiziarie!), di gelosia; non infrequente il delirio mistico.

A chi state pensando!? COMUNISTI!!!

Postato da: tury a 15:08 | link | commenti (1)

mercoledì, 29 settembre 2004

Partiamo dal basso, dalla diffusione della cultura medica: la Biblioteca.
La biblioteca medica è questo posto pieno di riviste in cui uno va e si legge/si fotocopia/si frega degli articoli generalmente scientifici.
Sì, ma ,per esempio, quando? Ecco. Allora, la biblioteca ha per regola degli orari assolutamente incompatibili con l’attività lavorativa di un medico, o di uno studente. Il bello di tali orari è che sono capaci di variare in base alle esigenze degli utenti, esempio: hai bisogno della biblioteca il lunedì dalle 8 alle 12? La biblioteca aprirà dalle 12.30 alle 16.00. Hai bisogno della biblioteca il lunedì successivo dalle 12.30? la biblioteca resterà aperta dalle 8.00 alle 12.00. Non ci si crede, ma è così.
La biblioteca è di solito fornita di svariati computer, fotocopiatrici, scanner, fax, telefoni interni, telefoni esterni, telefoni cellulari, stampanti, connessioni superveloci. Ma se entrate in una qualsiasi biblioteca e chiedete “posso usare la fotocopiatrice” la risposta sarà “no, è rotta”, con le varianti “no, manca l’inchiostro”, “no, è finita la carta”, “no, ho provato a fotocopiarmi le chiappe ma l’ho sfondata”. È una regola della biblioteca, la fotocopiatrice non funziona. Idem per tutto il resto, si può telefonare solo alle due stanze adiacenti la biblioteca, si scansionano solo foto di fegati cirrotici, si stampano solo articoli scientifici, non si va su internet In realtà tutto funziona, è ovvio, ma

1. ci vuole la chiave
2. la chiave è in una cassaforte la cui chiave è gestita dal direttore
3. il direttore è momentaneamente fuori stanza.

Il direttore è il bibliotecario. Il ruolo del bibliotecario, l’unico ruolo che mi viene in mente possa essere quello del bibliotecario, è sapere se ci sono i libri e le riviste che uno richiede. Allora, provate a chiedere a uno di questi poveretti la collocazione di un libro. Ti rispondono “consulta il catalogo”.
Il catalogo è difficile da leggere, molto più dei codici assirobabilonesi, molto più delle sovrimpressioni delle news di al-jazeera, il catalogo è una serie di sigle, numeri, codici e abbreviazioni, ognuno con un suo significato. Per esempio, il punto dopo l’anno significa che l’anno è l’unico in possesso della biblioteca, la virgola che ci sono anni successivi, il trattino… va bè, capirete… e allora che si fa? Di solito si richiede al bibliotecario la decifrazione di tale codice. Ma non si può stare a distrurbare il bibliotecario, perché il bibliotecario è selezionato per tale ruolo in base a criteri psicopatologici ben determinati, che faranno sì che il bibliotecario non sarà contento di aiutarvi, e quindi non vi aiuterà. Fondamentalmente, il bibliotecario è uno a cui non andava di fare il bibliotecario (d’altronde nessuno da bambino ha mai sognato di fare il bibliotecario, giusto?), è uno che si trova lì per caso, o perché prima era disoccupato, o perché prima faceva un lavoro serio. Comunque sia, magari all’inizio il bibliotecario è una persona normale, e per “inizio” intendo i primi tre giorni di lavoro. Poi, avrete capito, se il compito del bibliotecario è quello detto, e per tale compito uno può benissimo guardare il catalogo, il compito del bibliotecario si riduce alla presenza in un posto pieno di carta, in cui effettivamente non c’è nulla da fare. E, siccome non c’è niente da fare, allora si comincia a pensare che in effetti la connessione superveloce, i computer da miliardi, la fotocopiatrice, i telefoni cellulari, lo scanner, e tutto il resto sono lì non per la biblioteca, ma per quel poveraccio che in qualche modo deve pur passare il suo tempo.
Giornata tipo del bibliotecario di una biblioteca medica:
- arrivo in biblioteca, ad orari perfettamente randomizzati;
- occhiata rapida e sospettosa alle riviste scientifiche arrivate per posta (ovvio che il bibliotecario non capisce assolutamente nulla di medicina, né di scienza in generale, essendo lui un letterato quando va bene, un licenziato di terza media nella maggior parte dei casi: a testimonianza di ciò, non è raro sentirlo chiedere informazioni su questioni di paramedicina ascoltate in televisione la sera prima da luciano onder al primo poveraccio che entra in biblioteca, con domande tipo “ma lei cosa ne pensa dell’ingestione di aglio contri i vermi intestinali?” o “è vero che l’ananas fa dimagrire?”)
- download della posta elettronica, lettura delle mail giornaliere in arrivo dalle mailing list a cui è iscritto (quella del fumatore di pipa, quella dello sparatore di pippe, quella sul calciomercato, diverse newsletter di gossip)
- lettura del giornale appena preso nella metro (come se un giornale gratis fosse veramente una regalo)
- caffè (ah, già, me lo spiegate cosa ci fa la macchinetta del caffè nella biblioteca? Eh?)
- telefonata al collega bibliotecario di Cantù, o di Padova, o di Alberobello
- inoltro a tutta la mailing di una mail stupida appena arrivata
- sbuffata e grattata discreta ad ascelle o a zone non litrofe.
- eventuale pranzo con tanto di tovaglietta sulla scrivania, tavernello e frittata di maccheroni
- siesta (guai a disturbarlo durante la siesta)
- giretto in chat
- s’è fatta una certa, chiudo la biblioteca

E la fotocopiatrice? E lo scanner? E la connessione superveloce? Semplice, servono per far giocare il figlio del bibliotecario quella volta l’anno che il babbo lo porta al lavoro con lui. Il bambino, di solito un simpaticone, si fotocopia la mano, poi la scansiona, la colora con paint di windows, la stampa e la porta a casa, ma siccome ormai è tutta spiegazzata la prende e la butta. Intanto ha scaricato docici album in mp3, tiziano ferro, paola&chiara, dj Francesco, un po’ di house. Per l’anno prossimo il padre gli promette di ottenere dalla direzione del dipartimento l’acquisto di un masterizzatore.
Finanzia il Ministero della Salute.

Postato da: tury a 18:08 | link | commenti (1)

 

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